Il Servizio ha un’intensa attività nel settore dei progetti che hanno il compito di sviluppare nuove filiere ed alternative produttive che gli imprenditori agricoli possono adottare.

L'attività si svolge sulle due grandi categorie:

  1. sviluppo delle filiere "no food" che si incentra su un'attività legate principalmente alla prova sperimentale ed alla definitiva afgfermazione delle biomasse e delle SRF (Short Rotation Forestry)
  2. sviluppo delle classiche filiere "food" ossia dei tradizionali comparti produttivi tipicamente agricoli.
  3. progetti di crescita territoriale o di sviluppo di pratiche ottimali di gestione.


1.         PROGETTI DI FILIERA "NO FOOD"

Si tratta di un'attività molto riconosciuta da tutte le Istituzioni pubbliche di settore. Per meglio uniformare e organizzare le varie iniziative portate avanti, è stato predisposto uno “Studio sulle potenzialità della filiera delle biomasse nella regione Sicilia e relativa pubblicazione dei risultati ottenuti”. Si procede alla esplicitazione delle singole attività di settore.


1.1.  Attività di ricerca su specie arboree da legno ad uso energetico ed industriale nelle aree interne della Sicilia

In collaborazione con il CRA – ISP, si prosegue dal 2007 nella “Attività di ricerca su specie arboree da legno ad uso energetico ed industriale nelle aree interne della Sicilia”. Ciò al fine di pervenire a risultati tecnico-scientifici utili a ricomporre un modello di sviluppo per le aree interne basato sulle colture energetiche. Nel marzo 2010, è stato impiantato un ulteriore campo dimostrativo in territorio di Enna con Robinia pseudoacacia, acacia saligna, eucaliptus globulus e quattro cloni di pioppo forniti dal CRA-ISP di Casale Monferrato, sulle quali verranno effettuati i rilievi in atto presso i campi nei tre siti del nisseno (presso l’Azienda Marcello Maira di San Cataldo, presso l’Azienda SAVIF di Caltanissetta e in territorio di Mussomeli). I risultati parziali, in funzione di un generale buon affrancamento, dimostrano l’adattabilità di tutte le predette specie - anche di quelle apparentemente meno compatibili come il pioppo - con punte di eccellenza per l’Acacia saligna e l’eucalipto.

1.2  Bioenergy farm. Colture dedicate alla produzione di biomasse da utilizzare per la cogenerazione elettrica e termica aziendale – ENERSICILIA

 

Si prosegue nella realizzazione del progetto di filiera corta “Bioenergy farm. Colture dedicate alla produzione di biomasse da utilizzare per la cogenerazione elettrica e termica aziendale – ENERSICILIA”  presso l’azienda vivaistico-forestale Savif di Caltanissetta, con il supporto tecnico dell’E.S.A. e quello scientifico del C.R.A.-I.S.P. di Casale Monferrato (AL), perseguendo lo scopo di pervenire a modelli colturali più idonei e di dimostrare la redditività aziendale del “business energetico”, al fine di garantire l’autosufficienza energetica (anche parziale) all’azienda agricola. Al momento sono stati impiantati quasi la totalità dei campi previsti in progetto, sia di colture arboree che erbacee.


1.3   Short Rotation Forestry

Un altro progetto di settore in corso di valutazione dei risultati è quello denominato “Short Rotation Forestry”, finanziato dal Mi.P.A.F. all’Assessorato delle Risorse Agricole ed Alimentari. A tale progetto l’Ente partecipa fattivamente con la messa a punto dei protocolli scientifici di ricerca, con la scelta di una macchina trapiantatrice (acquistata), di una cippatrice (acquistata) e di un segone (da acquistare) da acquistare per meglio meccanizzare il ciclo dei tre campi di confronto in territorio di Valledolmo (CL), Buseto Palizzolo (TP) e Floresta(ME).  Al fine di meglio ottimizzare la filiera, è stata proposto al Servizio meccanizzazione Agricola l’acquisto di una raccogli-trincia-caricatrice Spapperi con le somme a disposizione per queste finalità.


1.4     E.Ri.CRI.

Sempre in ambito biomasse, in occasione di un seminario organizzato dal Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia presso la sede di Catania, per la promozione del Programma POI mis 2.5, il Servizio si è fatto promotore di un partenariato con la Provincia di Caltanissetta, il Parco Scientifico, l’ASI di Gela, il Comune di Gela ed il CRA – ISP di Casale Monferrato per la realizzazione di un’idea progettuale da presentare in occasione di successivo bando del Ministero dell’Ambiente. L’idea  di realizzare una centrale a biomasse presso l’ASI di Gela, alimentata anche con biomasse ottenute dalla riqualificazione della fascia a ridosso del Petrolchimico con SRF, è stata l'unica in ambito Regionale valutata positivamente ed è stata ammessa all'elaborazione della progettazione di massima ed alla valutazione di fattibilità da parte del Ministero dell'Ambiente. A breve si attende il Decreto di finanziamento.
Il progetto denominato “E.Ri.CRI.” ha come obiettivo principale la realizzazione di un impianto di co-trigenerazione a biomassa, con annessa rete di teleriscaldamento/teleraffrescamento, da allocare presso l’area di Sviluppo Industriale di Gela, in Provincia di Caltanissetta. Collateralmente all’impianto l’intento è quello di realizzare in un area fortemente degradata dal punto di vista ambientale, una filiera bioenergetica sostenibile, con lo scopo di ottenere risultati immediatamente riproducibili e trasferibili anche alle altre Aree Industriali della Regione Siciliana. L’attività in sè prevede la implementazione di un sistema virtuoso volto alla produzione di energia rinnovabile (elettrica/termica/freddo), da biomasse, da utilizzare nei processi produttivi delle aziende che ricadono all’interno del Polo Industriale di Gela. Tutto questo attraverso l’impiego di una serie di azioni di programmazione e pianificazione delle attività, volte a garantire l’efficienza del sistema energetico delle singole aziende partecipanti, nell’ottica di fornire alle stesse tutte quelle opportunità connesse ad una riduzione dei costi e delle inefficienze energetiche, oggi esigenza primaria non solo aziendale, ma anche sociale e ambientale, nonché fattore strategico di successo imprenditoriale. Inoltre nella stessa area industriale è presente anche il nuovo Palazzo di Giustizia, di proprietà comunale, che, così come proposto dal Sindaco di Gela, potrebbe allacciarsi alle reti di teleriscaldamento/teleraffrescamento, per approvvigionarsi dell’energia utile alla produzione di climatizzazione invernale/estiva dei propri locali, consentendo allo stesso Comune di avere un importante abbattimento dei costi relativi ai consumi per l’utilizzo dei combustibili fossili. Con il finanziamento del progetto si potrà procedere alla piantagione di oltre un migliaio di ettari di SFR che creeranno una nuova filiera locale, aiutando a contrastare l'avanzamentio della desertificazione nelle aree interne ed a fitodepurare i terreni inquinati dell'ASI di Gela.


1.5  Completamento filiera per la raccolta e cippatura dei residui di potatura e delle colture forestali a rapido accrescimento”

Al fine del completamento del cantiere di raccolta e cippatura dei residui di potatura e delle colture forestali a rapido accrescimento, sono stati predisposti gli atti per l’acquisto di un  Segone portato per il taglio delle ceppaie, di una trincia-raccoglitrice di residui di potatura, di una trattrice gommata di 100 HP idonea al funzionamento delle macchine operatrici e di dimensioni idonee alla movimentazione all'interno di arboreti e frutteti.
Il completamento della filiera per la raccolta e la cippatura consentirà  l’organizzazione di incontri divulgativi e dimostrativi al fine di stimolare la creazione di attività autonome.

 
 
1.6  Programma d'interventi denominato "Potenziamento e razionalizzazione dell'irrigazione nelle aree sottese dall'invaso Nicoletti" con attività di confronto sperimentale con impianti lignocellulosici diversamente irrigati.

A integrazione e completamento delle attività intraprese comunemente nel settore delle agroenergie tra il C.R.A.-I.S.P. e l'Ente sia nelle aree interne della Sicilia sia in terreni nella disponibilità del Comune di Gela, della Provincia e dell'ASI, finalizzate alla riqualificazione di terreni inquinati da metalli pesanti e idrocarburi, in partenariato con la Provincia regionale di Caltanissetta, Comune di Gela, ASI di Gela, Parco Scientifico e Tecnologico per la Sicilia e CRA PLF. , si intende procedere ad una valutazione dei risultati afferenti alle potenzialità produttive e qualitative relative alle diverse tipologie di approvvigionamento idrico e tale prova di colture energetiche in irriguo permetterebbe un confronto con le altre tre realtà aziendali delle aree interne, rientrando in un discorso generale di assunzione informazioni per la migliore definizione di protocolli tecnici di coltivazione.
Conseguentemente, si intende procedere alla valutazione della produzione di biomassa da raffrontare con gli altri campi le cui condizioni irrigue differiscono notevolmente da quelle del campo realizzato presso l'azienda Ferragosto, ctrd. Girgia, Enna, rientrando in un discorso generale di assunzione di informazioni per la migliore definizione di protocolli tecnici di coltivazione.
L’attività di cui sopra continua ad essere svolta, per competenze territoriali ed istituzionali, rispettivamente dalla SOPAT di Valguarnera e dalla SOPAT di Caltanissetta, valutando sia la rispondenza vegetativa alle diverse somministarzioni quantitative di acqua che in termini di risposta all'attecchimento di materiale di propagazione prelevato in loco e trapiantato presso i campi di Gela.


2.      PROGETTI DI FILIERA "FOOD"

2.1     Patto della “Filiera delle carni bovine delle aree interne di Sicilia”.

Il Patto della “Filiera delle carni bovine delle aree interne di Sicilia”, sarà a breve decretato. L’Ente, partner pubblico dell’accordo distrettuale, parteciperà al progetto di sviluppio che vede come capo-fila l'Agenzia di Sviluppo Locale delle Madonie So.Svi.Ma.

 
2.2    Attività promozionali di valorizzazione dei prodotti agro-alimentari dell’area peloritana

II particolare momento vissuto negli ultimi anni nel settore "dei prodotti alimentari" ha richiamato all'attenzione dell'opinione pubblica l'importanza legata alla cultura di una educazione ad una sana alimentazione anche allo scopo di non perdere gli antichi sapori dei prodotti alimentari, la cui industrializzazione sta determinando, pur nel rispetto o nel mantenimento delle proprietà organolettiche dei singoli alimenti, un appiattimento dei gusti e dei sapori e, quindi, una globalizzazione delle abitudini alimentari. L’argomento è all’ordine del giorno di tutti i mass-media ed il consumatore è assalito da una sensazione di impotenza ed incapacità di procedere a scelte adeguate soprattutto per l'alimentazione di minori ed anziani in quanto, ormai, sembra davvero quasi tutto compromesso e non più recuperabile. Un nuovo rinascimento del movimento agricolo passa dalla creazione di una coscienza educativa finalizzata alla riconquista del mercato alimentare sotto nuovi canoni. Il mondo della certificazione dei prodotti agricoli biologici è sempre più in aumento ed ha creato nuove nicchie di mercato sempre più in espansione. L'esigenza di non abbandonare lo sviluppo del settore agricolo di qualità, ma di incrementarlo ha bisogno di una costante divulgazione attraverso: fiere, dibattiti, incontri televisivi, convegni. Tale comunicazione va rivolta ai giovani che hanno bisogno di recuperare i sapori e gli odori di una sana alimentazione mediterranea. Su queste basi si intende proporre la valorizzazione dei prodotti genuini dei Monti Peloritani mediante la trattazione di questi argomenti nell’ambito di un convegno inframmezzato da una due giorni di fiere mercato. L’esposizione nella “due giorni di Fiere Mercato coinvolgerà tutte le aziende agricole del territorio, aperte non solo ai produttori già "certificati", ma anche e soprattutto a coloro che, pur in possesso di prodotti naturali o di qualità, vogliano intraprendere questa nuovo percorso. Inserita nella "due giorni" fieristica, verrà appunto ritagliato lo spazio per un convegno dedicato alla componente scientifica e didattico culturale rivolta agli operatori del settore, agli studenti, ed a tutti coloro che, attraverso specifiche professionalità, vogliano approfondire specifiche cognizioni sulla materia e sulle problematiche legate agli effetti degli "inquinamenti", realizzati nelle più disparate modalità, sulle proprietà degli alimenti, nonché dei potenziali rischi per la salute connessi all'alimentazione legata a prodotti derivati dai processi della "industrializzazione agro-alimentare". La selezione di produttori di livello qualitativo superiore creerebbe anche l'opportunità di raggruppare sotto un unico cartello validi rappresentanti di prodotti alimentari da presentare a fiere nazionali ed internazionali che oggi, sempre di più, offrono l'opportunità di diffusione in mercati sempre più vasti ed interessati. I soggetti destinatari di questi temi sviluppati in questa Fiera di Settore e nel Convegno sono pertanto le categorie dei produttori, dei consumatori, gli ordini professionali, gli studiosi del settore agricolo e suoi derivati.


2.3     Sviluppo di una filiera ordeicola da birra in Sicilia.

Le note vicissitudini di mercato che stanno comportando la riduzione delle superfici a grano duro hanno obbligato l’Ente a pensare ad uno o più progetti alternativi per le aree interne vocate alla produzione del frumento. Il progetto dell’ESA e di altre istituzioni mira ad organizzare una nuova filiera certificata che porti all’obiettivo di creare una birra completamente siciliana.       
Il progetto prende spunto dalla necessità di un approccio agricolo più competitivo per produrre ciò il mercato richiede. In questo senso l’orzo da malto può rappresentare una coltura su cui scommettere se legata ad una filiera interamente siciliana. Il brand “Sicilia” suscita ancora interesse in molti Paesi ad economia evoluta che gradirebbero, secondo alcuni studi di mercato, la produzione di una birra che dalla “campagna alla bottiglia” fosse interamente siciliana.
L’attività condotta nei primi due anni, in 9 campi ubicati in diversi areali della Regione, ha permesso di ritenere che l'orzo da malto prodotto in Sicilia possa rappresentare una coltura su cui orientare le scelte alternative dei cerealicoltori  se legata ad una filiera della birra interamente siciliana.
Inoltre, gli approfondimenti recentemente condotti dai tecnici dell’Ente che si sono recati presso la malteria del COBI di Ancona hanno portato ad ipotizzare la possibilità di realizzare una “birra agricola” quale prodotto dell’azienda agricola, con notevoli vantaggi di tipo fiscale ed impositivo, oltre che a verificare la richiesta di orzo da malto da parte di malterie e birrifici artigianali.
Tutto ciò necessita di verificare l’attitudine dell’orzo prodotto sia alla maltificazione che, in ultima analisi, alla birrificazione nella prospettiva di avviare una filiera per la realizzazione di birra agricola interamente siciliana.
Inoltre, per le suddette finalità occorre prevedere anche analisi chimico-fisiche dei campioni di malto e di birra prodotti con le diverse tipologie di orzo provenienti dai campi dimostrativi nonché analisi sensoriali da effettuarsi sia con giudici addestrati, al fine di identificare i profili aromatici, sia attraverso un “consumer test” generico, per stabilirne il grado di apprezzamento da parte del consumatore finale.
Successivamente alla fase di birrificazione, occorre prevedere l’imbottigliamento, l’etichettatura ed il confezionamento adeguati a finalità di natura divulgativa e promozionale del prodotto ottenuto.
Al fine di completare la filiera della birra tutta siciliana, si rende necessario avviare alcune verifiche sulla possibilità di coltivare il luppolo nei nostri ambienti, atteso che sono noti i limiti di adattamento alle condizioni climatiche della specie ma non risultano essere stati condotti approfondimenti definitivi sull’argomento.
A conclusione del programma, infine, gli interventi e i dati ottenuti saranno opportunamente divulgati nell’ambito di un convegno specificatamente organizzato.


3.  PROGETTI DI crescita territo-riale o di sviluppo di pratiche ottimali di gestione

3.1   Programma Comunitario ENPI CBC MED. Partecipazione al progetto "Sistema di sostenibilità bioenergetica nel Mediterraneo mediante il riuso di acque reflue per la coltivazione di specie vegetali" -
MEDGREENENERGY.-

 

Si è celebrata la seconda chiamata ristretta per proposte di progetti standard del Programma Comunitario Operativo congiunto di cooperazione transfrontaliera nell'ambito europeo di vicinato e partenariato del Bacino del Mediterraneo, denominato ENPI CBC-MED.
Il programma ENPI CBC-MED ha come obiettivo quello di rendere lo spazio mediterraneo un territorio in grado di concorrere a livello internazionale, assicurando crescita e occupazione, sostenendo la coesione territoriale ed intervenendo attivamente per la protezione ambientale. L'invito a presentare progetti 2012 invita i soggetti interessati alla presentazione dei progetti nei seguenti quattro settori:

  1. Promozione dello sviluppo socio economico e rafforzamento dei territori : supporto all'innovazione e alla ricerca nel processo di sviluppo locale del bacino del Mediterraneo; rafforzamento dei cluster; rafforzamento delle strategie nazionali di pianificazione territoriale e promozione di uno sviluppo socio economico equilibrato e sostenibile;
  2. Promozione della sostenibilità ambientale: prevenzione e riduzione dei fattori di rischio per l'ambiente; promozione dell'uso di energie rinnovabili (budget disponibile;
  3. Miglioramento della mobilità delle persone, merci e capitali (budget disponibile;
  4. Promozione dl dialogo culturale e della governance locale: sostegno alla mobilità, scambi, formazione; miglioramento della governance a livello locale.

Nell'ambito della seconda misura di intervento, l'Ente ha avuto la possibilità di aderire, nell'ambito di una composita compagine partenariale di altissimo livello, al concept notes del progetto biennale denominato "Sistema di sostenibilità bioenergetica nel Mediterraneo mediante il riuso di acque reflue  per la coltivazione di specie vegetali - MEDGREENENERGY". Si tratta di un'attività sperimentale tendente a mettere a confronto capacità produttive di filiera energetica di alcune erbacee annuali e perenni, naturali e coltivate, da irrigare con acque tradizionali e reflue, che si propone i seguenti 4 obiettivi di valutazione:

  1. scambio di conoscenze ed esperienze sulla produzione e trasformazione  di bioenergie fra Paesi/partner coinvolti nel progetto;
  2. valutazione del potenziale bioenergetico di biomasse cresciute in aree naturali;
  3. valutazione della sostenibilità economica ed ambientale di processi produttivi di colture energetiche irrigate con acque reflue trattate;
  4. descrizione operative finalizzate anche alla progettazione di centrali elettriche a biomassa, con un calcolo costi-benefici che tenga conto dei dati tecnici essenziali, delle informazioni sulle capacità della domanda e dell'offerta proposta dai produttori agricoli.

Si tratta tutti di argomenti correlati dove l'Ente, nell'ultimo decennio, si è speso in attività di ricerca ed operativa per eventuali valutazioni di future prospettive in materia di sviluppo agricolo.

 

La compagine di progetto di altissimo livello si compone della Regione Autonoma Sardegna, che fungerà da Ente appaltante ed Autorità di gestione, dell'Università di Barcellona, che riveste il ruolo di organizzazione richiedente, e del seguente partenariato che affiancherà l'Ente di Sviluppo Agricolo: Consorzio Parco Agricolo Baix Llobregat (El Prat de Llobregat, Catalogna, Spagna), Dipartimento GeSA dell'Università agli studi di Catania, Centro per studi economici applicati all'ingegneria (CSEI) di Catania, l'Istituto di Studi idrici ed ambientali (WESI) dell'Autorità palestinese (Nablus), il Ministero dell'Agricoltura INRGREF della Tunisia (Ariana, Regione di Nabeul), l'Università di Mutah - Centro Principe Faisal per il Mar Morto della Giordania (Karak, Regione di Al-Karak), l'Università del Canale di Suez in Egitto (Ismailia, Regione di Al-Isma'iliyah), il Centro comunale di approvvigionamento idrico e reti fognarie DEYAL di Larissa, Grecia (Terma Ticherou - Larissa, Regione di Tessaglia).
In particolare, nel concept notes di progetto, l'ESA  in collaborazione con il Dipartimento GeSA dell'Università agli studi di Catania e con gli altri partner effettuerà la caratterizzazione energetica delle biomasse (stabilendone i valori minimi e massimi in materia di potere calorifico nella  conversione termica), irrigate con acque reflue o irrigue tradizionali, estendendo il confronto sperimentale a quelle aree naturali ove crescono piante autoctone selvatiche di interesse bioenergetico. Le colture erbacee annuali e perenni prese in considerazione sono: la Canna comune (Arundo donax), la Cannuccia di fiume (Phragmites sp.), il Cardo selvatico (Cynara cardunculus), la Disa o Saracchio (Ampelodesmus mauritanicus), la Vetiveria (Vetiver zizanoides), il Sorgo volgare (Sorghum bicolor), il Miscanto (Mischanthus giganteus).


3.2  Applicazioni dei bioprotettori naturali in ambito agricolo per contrastare i processi di desertificazione

Altro programma, attivato fin dal 2009, è quello denominato “Applicazioni dei bioprotettori naturali in ambito agricolo per contrastare i processi di desertificazione”. L’incarico, dato al Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Messina, di condurre una ricerca scientifica che consiste nello studio di trattamenti alle sementi di piante rustiche, utilizzando bioprotettori organici (disaccaridi somministrati con soluzione acquosa o con idrogels saturati in soluzione acquosa), per potenziarne le capacità di germinazione (momento più delicato della crescita di una pianta) in situazione estreme di aridocoltura. L’utilizzo in campo di sementi conciate con bioprotettori vuole raggiungere la finalità di una facilitata moltiplicazione di piante erbacee rustiche, esaltandone le intrinseche qualità all’arido-resistenza, che è stata anticipata da un censimento delle aziende agricole locali a rischio desertificazione delle quali si procederà alla caratterizzazione delle proprietà strutturali, dinamiche, termodinamiche e di trasporto connesse alle interrelazioni bioprotettore/H2O. La ricerca è stata indirizzata verso la caratterizzazione dinamica del sistema “soluto-solvente-biostruttura” mediante esperimenti di realizzati presso il Dipartimento di Fisica ed esperimenti di spettroscopia Infrarossa, Raman e di scattering quasi elastico di neutroni (QENS) presso alcune Facilities Europee, al fine di valutare le modificazioni indotte sulle biostrutture, dalla presenza di soluti sulle proprietà dinamiche dell’acqua. La ricerca è in corso, è al terzo anno di attuazione.

3.3     Programma L.E.A.D.E.R.

L'Asse IV dei PRS SICILIA 200712013 si caratterizza per un approccio allo sviluppo territoriale di tipo bottom up per consentire strategie di intervento effettivamente rispondenti alle esigenze dei territori; il medesimo Asse IV ha previsto un'attiva partecipazione degli attori locali nelle strategie di pianificazione dei Piani di Sviluppo Locale L.E.A.D.E.R.. Le note assessoriali esplicative, per pervenire alla selezione dei Gruppi di Azione Locale (GAL) beneficiari degli interventi, hanno previsto la definizione di un partenariato pubblico/privato ed hanno suddiviso la regione Sicilia in territori omogenei definiti Nuclei Aggregazione Territoriali (NAT).
Dal giugno 2009, all’interno di questi NAT sono sorte nuove componenti, appunto i GAL, alcuni di questi sono partecipati dall’Ente, per quel che riguarda la pianificazione delle attività tecniche. Le partecipazioni dell’Ente riguardano:

  • GAL Terre Normanne che include un comprensorio comprendente l'Alto Belice Corleonese, la Valle dello Jato, la Valle dell'Eleuterio e le Colline Litoranee di Palermo;
  • GAL Isole di Sicilia, che comprende tutte le Isole minori;
  • GAL Metropoli est che include i Comuni di Bagheria, Baucina, Bolognetta, Campofelice di Fitalia, Casteldaccia, Ciminna, Lercara Friddi, Mezzojuso, Misilmeri, Santa Flavia, Trabia, Ventimiglia di Sicilia, Vicari e Villafrati;
  • GAL Terre del Nisseno riguardante gli ambiti comunali di Acquaviva Platani, Bompensiere, Butera, Caltanissetta, Campofranco, Delia, Marianopoli, Mazzarino, Milena, Montedoro, Mussomeli, Riesi, Serradifalco, Sommatino, Sutera, Villalba.

L’attività è stata e sarà condotta a costo zero. Di questi sono stati ammessi a finanziamento tutti tranne GAL Terre Normanne.

 
3.4      Studi agronomici sui Borghi rurali dell’ESA

Nelle previsioni di un finanziamento previsto nel PSR 2007/2013 ed in un accordo-quadro con l’Assessorato regionale ai beni culturali riguardante i Borghi Rurali, sono state attivate le varie SOPAT che hanno redatto le Relazioni Agronomiche sui territori interessati dai vari Borghi dell’ESA.
Il Dipartimento Regionale Interventi per la Pesca, ha inoltrato all’Ente una richiesta finalizzata alla disponibilità di parte delle dotazioni strutturali del Centro provinciale di Ricerche Idrogeologiche dell’Ente, sito in Porto Empedocle (AG) per la costituzione di un Centro Regionale per l’Innovazione, la Ricerca e la Formazione per l’Acquacoltura (marina e continentale) e per lo Sviluppo compatibile delle acque interne. Tale iniziativa è inserita nella programmazione progettuale, per il triennio 2010-2012 del Dipartimento Pesca per il settore dell’Acquacoltura Regionale. In tal senso è stato stipulato un protocollo d’intesa finalizzato all’Istituzione di un’area dimostrativa tecnologica di riferimento per l’acquacoltura siciliana in grado di fungere da “cinghia di trasmissione” tra la Ricerca, il Mercato, l’Ambiente le Istituzioni e l’impresa acquacoltura, proponendo modelli di sviluppo di filiera. L’iniziativa costituisce il punto di riferimento per la formazione e l’assistenza tecnica degli operatori del settore nonché favorisca e promuove l’incremento di consumo dei prodotti ittici e dell’acquacoltura siciliana a completamento dell’offerta del paniere dei prodotti d’eccellenza agroalimentare siciliani.