Email: Password: Entra - Nuovo utente
Cerca: 
Menù principale
 
Ricerche Idriche
 
Dighe
 
Descrizione Nota
Nessuna
 
Note Legali ed Avvisi
 
Meccanizzazione
 
Il Servizio Speciale Assistenza Tecnica dell'E.S.A. svolge, principalmente, attività tecniche a supporto delle imprese agricole del territorio regionale.

L'ASSISTENZA TECNICA

Il Servizio Speciale Assistenza Tecnica dell'E.S.A. svolge, principalmente, attività tecniche a supporto delle imprese agricole del territorio regionale. che, in sintesi, si concretizzano in interventi in materia di consulenza tecnica ed economica, di collaudo, diffusione e divulgazione delle novità tecniche e tecnologiche di settore, di formazione professionale degli operatori agricoli nonché di promozione dei prodotti agricoli regionali.

Detti interventi sono uniformati ai contenuti dei Piani regionali di settore ed alla L.R. n. 73/77, che definisce le modalità gestionali in materia di Assistenza Tecnica in agricoltura.

Per tali scopi, la struttura del Servizio è articolata in:

  • Servizio Centrale di supporto e raccordo, articolato in diversi Uffici;

  • n. 32 Sezioni Operative Periferiche di Assistenza Tecnica ( S.O.P.A.T.) previste dalla L.R. 73/77 e n. 2 Sezioni Coordinate di Assistenza Tecnica (Ragusa e Rosolini);

  • n. 2 Laboratori di analisi chimico-agrarie (Palermo e Catania);

  • n. 2 Uffici Lotta Antiparassitaria (Palermo e Catania);

  • n. 3 Aziende agricole per la ricerca applicata.

  • n. 1 Sede Decentrata ex Consorzio Produttori Manna (Castelbuono-PA)

     

Compiti ed attività del Servizio Speciale Assistenza Tecnica

 Il Servizio, presso la Sede Centrale, è articolato nei seguenti otto Uffici che hanno il compito di programmare, coordinare e verificare l’attività di specifici segmenti di intervento finalizzati a far crescere la professionalità degli imprenditori agricoli siciliani per rendere possibile l’autonomo inserimento delle imprese agricole sui mercati dei prodotti agricoli nonché a porre in essere le iniziative dell’Amministrazione discendenti da normative comunitarie, nazionali e regionali:

  1.  Programmazione, Attuazione e Verifica attività connesse ai Programmi di Lavoro delle Sezioni Operative di Assistenza Tecnica. Capo Ufficio: Dr. G. Barbanti.

  2.  Agrometeorologia, Applicazioni Informatiche, Formazione. Capo Ufficio: Dr. G. Di Grazia.

  3.  Piani e Progetti di Sviluppo. Capo Ufficio: Dr. G. Greco.

  4.  Commercializzazione e Marketing. Capo Ufficio: Dr. S. Lentini

  5.  Ricerca Applicata. Capo Ufficio. Dr. S. Leone.

  6.  Società Partecipate. Capo Ufficio. Dr. D. Li Brizzi.

  7.  Lotta Antiparassitaria per la Sicilia Occidentale. Capo Ufficio: Dr. F. Pillitteri.

  8.  Amministrativo Contabile.

Ufficio Programmazione, attuazione e verifica delle iniziative previste nei Programmi annuali di Lavoro di cui alla Legge Regionale n. 73/77

L’Ente a norma della l.r. n. 73/77 è autorizzato a programmare e realizzare, nelle aree territoriali determinate dall’art. 2 del D.A. n. 390/DR del 16 luglio 1979, azioni integrate di assistenza tecnica e di promozione agricola. Gli interventi operativi, contenuti in tali azioni integrate, devono essere finalizzati a favorire lo sviluppo del territorio ed il miglioramento delle condizioni economiche, sociali, professionali, culturali dei produttori agricoli intesi come presenze attive e soggetti dello sviluppo agricolo e rurale.

 “Azioni”di Assistenza Tecnica

Ø      Interventi di orientamento tecnico per verificare la capacità di acclimatizzazione delle innovazioni di prodotto (colture arboree ed erbacee) licenziate dalla Ricerca regionale e nazionale;

Ø      Attività informativa per il tempestivo trasferimento dei risultati ottenuti dall’attività di orientamento tecnico;

Ø      Consulenza all’impresa intesa come supporto integrato all’imprenditore agricolo. Gli interventi programmati sono finalizzati, mediante l’analisi dei risultati delle scelte passate a chiarire all’imprenditore agricolo i punti deboli e forti della sua impresa. Successivamente, dopo un'accurata selezione delle informazioni rilevate, si propongono allo stesso imprenditore le alternative tecniche, economiche e finanziarie tra cui egli opererà le sue scelte, assistendolo eventualmente anche nell’utilizzazione di piani di miglioramento programmati e finanziati dalla normativa regionale, nazionale e comunitaria. Tale ”azione”, in atto, interessa soprattutto 12 aziende rappresentative della Filiera zootecnica Siciliana.

Non sono state programmate Azioni promozionali per i prodotti agroalimentari regionali, sia perché l’esiguità dei finanziamenti rendeva velleitario qualsiasi tipo di intervento, sia perché azioni finalizzate a promuovere un prodotto, per essere realmente incisive, devono essere supportate da interventi informativi che descrivono le peculiari caratteristiche qualitative e dalla presenza del prodotto oggetto della promozione sui mercati al consumo.

 Dal 2002 le trentaquattro Strutture di Assistenza Tecnica dell’Ente hanno realizzato anche interventi finanziati con fondi direttamente accreditati dall’Assessorato Regionale Agricoltura Foreste, nell’ambito dei Programmi Interregionali cofinanziati da Stato (Mi.P.A.F.) e Regione.

 Il Servizio, utilizzando fondi provenienti dall’avanzo di amministrazione del 2001, ha avviato due Progetti pluriennali che interessano il comparto zootecnico (Valorizzazione dei prodotti zootecnici dell’entroterra siciliano) e il comparto frutticolo.

Per entrambi i progetti l’Ente ha stipulato con specifiche Strutture  di Ricerca della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Catania due convezioni per la consulenza scientifica necessaria.

 Progetto per la Valorizzazione dei Prodotti Zootecnici dell’entroterra siciliano.

Il progetto prevede interventi per la Linea Latte, coordinati dal Consorzio Ricerca Filiera Lattiero-Casearia (Co.R.Fi. La.C.) di Ragusa, e per la Linea Carne, coordinate dal Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agronomiche e delle Produzioni Animali (D.A.C.P.A.) della Facoltà di Agraria di Catania.

Nei comprensori a vocazione zootecnica delle Sezioni di Alia, Corleone, Caccamo Nicosia, Petralia, Polizzi, S. Cataldo, Valguarnera e Ragusa sono state individuate 18 aziende che per caratteristiche strutturali, tecniche ed economiche sono rappresentative di realtà esistenti e stratificate.

Il progetto prevede la determinazione dei parametri quali-quantitativi degli alimenti (foraggi, fieno, concentrati) e dei prodotti zootecnici (latte, formaggio e carne) al fine di valutare la realtà produttiva per orientare successivamente gli allevatori ad utilizzare le innovazioni di prodotto e di processo proposti dalla Ricerca.

 Progetto per il Miglioramento genetico e varietale del Fico d’India.

Il progetto si propone, tramite l’istituzione di un campo di germoplasma, di valutare la capacità di acclimatizzazione di varietà inermi ed apirene provenienti da altre Nazioni. Inoltre nel campo di germoplasma, che trovasi presso una azienda ubicata nell’areale delle colline di San Cono, saranno impiantate anche alcune varietà autoctone (la Bianca e la Rossa) provenienti da “trattamento” che ha indotto variabilità somaclonale.

L’attività di consulenza Scientifica è espletata dal Dipartimento di OrtoFloroArboricoltura e Tecnologie Agronomiche della Facoltà di Agraria dell’Università di Catania, con cui l’Ente ha stipulato una convezione della durata di anni cinque, mentre gli aspetti tecnici del progetto sono di esclusiva competenza del Servizio e della SOPAT di Piazza Armerina.

Ufficio Piani e Progetti di Sviluppo

L’Ufficio Piani e Progetti di Sviluppo elabora e realizza progetti finalizzati in agricoltura e piani di sviluppo che prevedano l’integrazione delle diverse economie che caratterizzano un territorio.

Attività in corso

La Biofabbrica di Ramacca (CT)

La biofabbrica di Ramacca (CT) è stata concepita per rappresentare un polo flessibile di produzione di materiale da impiegare in agricoltura in più programmi di lotta biologica od integrata. Per la sua fase di avvio produttivo, si sono poste a base di riferimento quelle colture che, più di altre, sono suscettibili di tali interventi per caratteristiche tecniche ed economiche: gli agrumi e le ortofloricole protette. Ne è conseguito che lo stabilimento di Ramacca (Catania), è stato ideato ed attrezzato per la produzione di:

a)      n° 3 insetti utili a programmi di lotta per l’agrumicoltura (Aphytis melinus, Criptolaemus Montrouzerii, Leptomastix dactylopii);

b)      n° 1 insetto da utilizzare per la difesa integrata delle orticole e floricole in coltura protetta (Diglyphus isaea).

Pur non di meno l’opificio si contraddistingue per modularità e duttilità: caratteristiche che consentiranno di garantire, in futuro, le possibilità di un ingrandimento e - ove mutate condizioni di mercato lo dovessero imporre – di una riconversione produttiva verso una nuova e più appropriata lista entomologica.

L’opificio sorge in territorio di Ramacca (CT), contrada Margherito, su un terreno espropriato e messo a disposizione dell’Ente dalla locale Amministrazione comunale. La superficie totale di detto appezzamento è di circa 3,5 ettari, bastevole altresì per l’accoglimento di eventuali ingrandimenti dell’area produttiva.

A seguito della realizzazione si è proceduto, mediante gara pubblica, all’aggiudicazione definitiva della direzione tecnica degli allevamenti dell’opificio a favore della ditta Spata s.r.l. di Catania 

Potenziamento e razionalizzazione dell’irrigazione nelle aree sottese da invasi

L’ideazione del progetto ha come principale obiettivo quello di fornire un servizio di tipo "pre-divulgativo"  e cioè antecedente alla messa a regime dell’irrigazione nelle aree sottese dagli invasi costruiti nel tempo dall’ESA. Altro obiettivo è quello di diffondere un’irrigazione a basso impatto, prevenendo l'insorgenza di eventuali indesiderati fenomeni di alcalinizzazione e salinizzazione di terreni.

Il Programma ha previsto una prima fase con l’individuazione e l’infrastrutturazione di alcune aziende agricole che hanno inteso aderire al Progetto settennale e una seconda fase di gestione con la realizzazione di campi dimostrativi irrigui di arboree ed erbacee, all’uopo pensati per la divulgazione di colture, sistemi e tipologie di distribuzione idrica, da adottare a seguito della messa in esercizio delle aree irrigue.

Le aziende in esercizio coinvolte nel Programma sono attualmente le seguenti:

 

Aree sottese Diga S. Rosalia (subperimetro SOPAT di Scicli)

1.               Nigro Antonino ctrd. Fossa Stabile di Scicli: Ha 1 di noceto, Ha 2,1 di ortaggi di pieno campo, Ha 2 di foraggere mq 768 di fiori in serra e mq 672 di ortaggi in serra;

Aree sottese Diga S. Giovanni (subperimetro SOPAT di Naro)

2.               Sferrazza Salvatore ctrd. Grotticelli-Bonificio territorio di Naro: Ha 1,32 di specie foraggere;

3.               Sferrazza Agostino località Grotticelli-Bonificio agro di Naro: Ha 1,95 di ortaggi di pieno campo ed in coltura semi-forzata;

4.               Sammarco Lillo ctrd. Bonificio (Passo Palermo): mq 1008 di floricoltura in serra;

Aree sottese Diga Rosamarina (subperimetro SOPAT di Caccamo)

5.               Aglieri Rinella Giovanni agro di Termini Imprese: mq 576 di ortaggi in coltura protetta;

Aree sottese Diga Nicoletti (subperimetro SOPAT di Valguarnera)

6.               F.lli Ferragosto località Girgia territorio di Enna: Ha 2 di foraggere;

Aree sottese Diga Olivo (subperimetro SOPAT di Mazzarino)

7.               Patti Giovanni ctrd. Navone territorio di Piazza Armerina: mq 1.728 di ortaggi in coltura protetta;

8.               Ferreri Calogero Filippo, Contrada Navone, agro di Piazza Armerina (EN): Ha 1 di noceto;

9.               Messina Giovanni, Contrada Bessime e Navone, agro di Piazza Armerina (EN): mq 7.000 di ortaggi di pieno campo;

10.            Giuseppe Aleo località Robiato agro di Piazza Armerina: Ha 1 di ortaggi in pieno campo.

Aree sottese Diga Castello (subperimetro SOPAT di Ribera)

11.            Danna Girolamo ctrd. Giummarella agro di Ribera (AG): Ha 1 di aranceto a produzione tardiva e Ha 0,5 di mandarineto.

Costituzione di un campo di piante-madri di agrumi ornamentali e di olivo per lo sviluppo del vivaismo nella costiera tirrenica messinese

A seguito delle esigenze manifestate dal territorio messinese (Mazzarrà S. Andrea, Furnari, Terme Vigliatore, Falcone, Barcellona, Milazzo) nel quale si concentra il vivaismo più tradizionale siciliano, l’Ente è pervenuto alla determinazione di realizzare un campo di piante-madri di agrumi ornamentali ed olivi.

In data 16/10/2002 è stata siglata una convenzione tra l’Ente di Sviluppo Agricolo della Sicilia, la Provincia Regionale di Messina, il Comune di Furnari, il Comune di Mazzarrà S. Andrea, il Comune di Terme Vigliatore, l’Associazione ASCOP, l’Associazione AS.PRO.VI.FLOR., la Società Cooperativa a r.l. Mediterranea Vivai, la Cooperativa Sicilflora 2000 a.r.l., l’Associazione Vars e l’Istituto di Ricerca per la genetica degli agrumi di Palermo, l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Valenzano (Ba), il Dipartimento di Protezione delle Piante dalle Malattie e di Microbiologia Applicata dell’Università di Bari, il Dipartimento di Colture Arboree dell’Università degli Studi di Palermo, per la costituzione di 20 “fonti primarie virus esenti” di agrumi ornamentali e di 20 di olivo, con stato sanitario conforme rispettivamente al D.M. 29 Ottobre 1993 ed al D.M. 16/06/1993 ed esenti da alterazioni di probabile origine virale e dal Virus dell’accartocciamento fogliare del Ciliegio (CLRV), dal Virus della maculatura anulare latente della fragola (SLRV), dal virus del mosaico dell’Arabis (ArMV), dal virus della maculatura anulare dell’olivo (OLRV) e dal virus dell’ingiallimento fogliare dell’olivo (OLYaV).

Il materiale costituito sarà utilizzato per la realizzazione di un campo di piante-madri, da istituire per il futuro conferimento a privati di materiale sano da utilizzare per la propagazione vivaistica.

Riutilizzo delle acque reflue urbane del Comune di Regalbuto (EN)

Con l’approvazione dell’Accordo di programma Quadro (A.P.Q.) “Tutela delle Acque e gestione integrata della risorsa idrica”, siglato il 23/12/2003 istituzionalmente tra il Governo della Repubblica Italiana e la Giunta Regionale Siciliana, il progetto denominato “Riuso acque depurate” presentato dal Comune di Regalbuto (EN) all’Autorità per l’Emergenza Rifiuti rientra tra gli interventi preventivati per il finanziamento con le eventuali risorse aggiuntive di cui all’art. 19 dell’A.P.Q. (allegato E).

Detto progetto, inserito al n° d’ordine 12 del citato allegato E dell’A.P.Q. tutela acque, è stato elaborato a livello di “preliminare” e prevede il riuso irriguo di circa mc/anno 438.000 di reflui urbani di un’area agricola sottesa al depuratore comunale.

Nelle more di una prossima disponibilità delle relative provvidenze finanziarie, il progetto preliminare in questione, per addivenire allo status di “progetto esecutivo”, deve essere sottoposto alle necessarie rivisitazioni, ivi compreso l’adeguamento alle disposizioni della circolare dell’Ufficio del Commissario delegato n° 585/TCI del 19/09/2002 e del D.M. Ambiente e Tutela del Territorio n° 185 del 12/06/2003.

A tale scopo, il Comune di Regalbuto (EN) ha stipulato con l’Ente una convenzione di durata annuale che prevede l’elaborazione del progetto definitivo da parte dell’Ente medesimo.

Valorizzazione del territorio nisseno, rientrante negli ambiti dell’Unione  comunale “Terre di collina”, mediante interventi di forestazione produttiva e protettiva

L’Unione comunale “Terre di collina” - costituita il 27/09/2003 tra i Comuni di Bompensiere, Delia, Milena, Montedoro e Serradifalco ai sensi del D. lgs. 267/2000 - è pervenuta alla determinazione di elaborare un progetto integrato che prefiguri lo sviluppo di una forestazione produttiva e protettiva nell’ambito del proprio ambito territoriale, posto che lo stesso necessita di interventi che:

1) esaltino le capacità produttive delle terre marginali e diversifichino le vocazioni agricole del territorio stesso  (mortificato da una crisi che colpisce le principali filiere agricolo-industriali locali), conferendo nuove opportunità economiche all’area tali da migliorare le condizioni sociali delle popolazioni di riferimento;

2) migliorino le condizioni paesaggistiche nella logica di un potenziamento delle attività di fruizione del territorio;

3) garantiscano la più efficace tutela ambientale delle terre interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico;

4) siano forieri di future iniziative collegate nella logica di un compiuto sviluppo rurale integrato.

E’ stata, pertanto, previsto un rapporto di collaborazione con l’Ente al fine di addivenire alla redazione di un progetto inerente la “Valorizzazione del territorio mediante interventi di forestazione produttiva e protettiva” dell’ambito territoriale di pertinenza costituito dalle superfici comunali di Bompensiere, Delia, Milena, Montedoro e Serradifalco,  nelle more che una prossima disponibilità delle relative provvidenze consenta di addivenire al finanziamento del relativo progetto esecutivo.

Programmazione P.O.R. Sicilia 2007-2013

A seguito della convocazione dei tavoli di contrattazione decentrata provinciali per la pianificazione “bottom up” delle attività nell’ambito del Programma Operativo Regionale della Sicilia 2007-2013, l’Ente ha presentato n° 8 schede per realizzazioni che lo potrebbero vedere coinvolto in quello specifico settennio. I titoli di queste iniziative sono:  

1.      Progetto dimostrativo per il riuso di acque reflue depurate ad uso estetico-ricreativo

2.      Progetti di riutilizzo acque reflue a scopi irrigui ed industriali

3.      Promozione della produzione di compost di qualità e incentivazione dell’impiego a fini agronomici

4.      Recupero e fruizione del patrimonio culturale provinciale. I Borghi rurali

5.      Valorizzazione e promozione delle produzioni agro-alimentari della Provincia di Palermo. La scuola in campagna: “le fattorie didattiche

6.      Laboratorio di formazione dell’impresa agricola

7.      Diversificazione delle attività produttive al fine di sviluppare attività plurime o fonti alternative di reddito. Valorizzazione della nocciolicoltura madonita.

8.      Realizzazione e gestione di una “Biofabbrica” per insetti utili in programmi di lotta biologica ed integrata

Patto della “Filiera delle carni bovine delle aree interne di Sicilia” nell’ambito dei distretti produttivi, gs. art. 56 della L.R. n° 17 del 28/12/2004

Il distretto produttivo, gs.  legge regionale n° 17/2004, art. 56, non è un ambito territoriale preliminarmente definito bensì un’area geografica, anche vasta ed interprovinciale, nella quale gli attori pubblici e privati (che lo promuovono) possano concretamente esprimere l’intrinseca  capacità di realizzare una serie di progetti strategici ricompresi all'interno di un piano, denominato “Patto distrettuale”, redatto in conformità agli strumenti di programmazione comunitaria, nazionale e regionale. Il  “Patto distrettuale” altro non è che il documento programmatorio che riassume le necessità delle imprese sottoscrittrici in materia di miglioramento della qualità e di crescita dell’ambito distrettuale, rappresentate da una figura nominata dalle imprese stesse che coordinerà le attività prefigurate.

Il Patto della “Filiera delle carni bovine delle aree interne di Sicilia” include geograficamente l’intera Provincia di Palermo, interessata dall’allevamento bovino nei poli di Cinisi (con la razza Cinisara in via di estinzione), dei Sicani (corleonese) e delle Madonie, e lembi delle Province di Enna, Messina e Caltanissetta ove sono ubicate aziende zootecniche comprese all’interno del Consorzio madonita di Gangi.

Le esigenze delle aziende bovine del distretto sopra identificato possono essere ricondotte, in sintesi, al miglioramento della produzione mediante la formazione e l’aggiornamento degli allevatori nonché dei macellatori, nella ricerca applicata per il perfezionamento di una produzione carnea meglio appetita al consumo, nel ricambio del patrimonio genetico delle attuali razze da carne al momento caratterizzate dall’elevata variabilità, nell’istruttoria per il riconoscimento della DOP, nell’introduzione/potenziamento dei sistemi di rintracciabilità e di certificazione di sistema, nella manutenzione funzionale del Foro Boario di Gangi.       

Il percorso tecnico, amministrativo e decisionale comune nel pieno spirito delle finalità di un Patto distrettuale è culminato nella condivisione del protocollo d’intesa, elaborato dagli originari Soggetti promotori del Patto della “Filiera delle carni bovine delle aree interne di Sicilia” che, oltre l’E.S.A., sono la Provincia Regionale di Palermo, il Distretto Madonie dell’Assessorato Regionale Agricoltura e Foreste, la Agenzia di sviluppo SO.SVI.MA. Spa, il GAL ISC Madonie, il Consorzio di Ricerca Filiera Carni, il Consorzio di Tutela della Carne Bovina delle Madonie.    

Programmazione del P.S.R. 2007-2013

Con l’emanazione dei Regolamenti CE n°1290/2005 del 21/06/2005 (finanziamento della Politica Agricola Comune) e n° 1698/2005 (articolo 11 relativo al sostegno allo sviluppo rurale da parte del FEASR) l’UE ha dato avvio alla nuova riforma della politica di sviluppo rurale all’interno della quale ogni Stato membro ha l’obbligo di creare le condizioni per un ampio ed efficace coinvolgimento del partenariato locale.

Con la Delibera della Giunta di Governo n° 488 del 26/10/2005, tra le altre cose, viene attribuito all’Assessorato regionale all’Agricoltura e alle Foreste la predisposizione dei documenti programmatici per lo sviluppo rurale per il periodo 2007-2013 (“documento strategico di Sviluppo Rurale Sicilia 2007-2013” e successivo “Programma di Sviluppo Rurale Sicilia 2007-2013”) e  l’Assessore viene delegato  ad istituire, con proprio decreto, il “tavolo istituzionale” e il “forum partenariale”.

In questo ambito, l’ESA partecipa alla predisposizione del documento strategico di programmazione e del Programma di Sviluppo Rurale Sicilia 2007-2013, sia a livello di  Tavolo istituzionale centrale che dei 9 Tavoli istituzionali periferici, di livello provinciale.

Attività programmate di prossima realizzazione

Una Biofabbrica per la lotta autocida alla Ceratitis capitata a servizio dei paesi del Mediterraneo da costruire in Tunisia

Nel 1996 la Regione Siciliana ha dato incarico all’Ente di Sviluppo Agricolo (E.S.A.) di studiare la possibilità attuativa di procedere ad interventi di lotta biologica. Da quella data ad oggi l’E.S.A. ha prodotto:

a)      i necessari progetti per pervenire alla costruzione di una biofabbrica per la produzioni di insetti utili realizzata in Ramacca (Catania) dei quali n° 3 per l’agrumicoltura (Aphytis melinus, Criptolaemus Montrouzerii, Leptomastix dactylopii) e n° 1 per l’orticoltura protetta (Digliphus isaea);

b)      un progetto di massima molto accurato, con relativa fattibilità socio-economica ed ambientale, per interventi di lotta biologica alla Ceratitis capitata (mosca mediterranea della frutta) di dimensione regionale, redatto con la consulenza della FAO/IAEA Agriculture and Biotecnology Laboratory.

Con riferimento alla attività di cui al superiore punto b), le necessità di un intervento del genere si originano dalla constatazione che detto insetto, originario del Marocco ma ormai diffuso in tutto il mondo, è riconosciuto come quello più dannoso per la frutticoltura dei paesi a clima mediterraneo e sub-tropicale. Le limitazioni causate da questo fitofago si materializzano sia nella perdita del raccolto che in difficoltà nella commercializzazione delle produzioni agricole (agrumi, pesche, pere, albicocche, nespole, kaki, fichi e ficodindia) che stentano a raggiungere i necessari standards qualitativi richiesti dal mercato (sopratutto quelli internazionali, più remunerativi). Per il controllo dell’insetto, l'impiego tradizionale dei prodotti chimici presenta diverse problematiche, tra cui quella relativa all'aspetto tossicologico dell'impiego di fitofarmaci, l'impossibilità di operare su grandi aree coltivate nonché di perseguire una strategia di soppressione della specie, nei territori ove sia difficile l'intervento individuale.

Fattore fortemente innovativo è quello della tecnologia di lotta biologica che si prevede di utilizzare: a tal scopo si intende adottare un sistema di contenimento del fitofago, tipologicamente autocida, comunemente denominato tecnica dell'insetto sterile (S.I.T.), che consiste nell'introduzione massiccia di un grande numero di individui maschi e sterili della specie da combattere sul territorio interessato. Questa tecnologia per il controllo della Ceratitis è già stata sperimentata  con successo sin dal 1967 in Italia (progetto pilota CNEN nell'isola di Procida), in U.S.A. (California ed Hawaii), in Messico (progetto Moscamed) e in Guatemala (Waimanaloo e Laguna del Pino).

In questo contesto l’Ente di Sviluppo Agricolo della Regione Siciliana ha all’epoca elaborato il predetto progetto sulla Ceratitis capitata che prevede una struttura di allevamento della Ceratitis, articolata in più unità modulari, e dunque suscettibili di ampliamento, ciascuna in grado di ottenere settimanalmente - a regime - 85 milioni di mosche non fertili di sesso maschile, con annessi locali ospitanti le apparecchiature di irraggiamento per la sterilizzazione degli insetti.

La fattibilità tecnico-economica del progetto, ancorché positiva dal punto di vista della collettività, dimostrò una propria carenza di autonomia nei confronti di una gestione di tipo “privatistico”, posto che era complicato rientrare degli elevati costi della linea “Ceratitis”, imputabili al personale ed al “rilascio” dei maschi sterili, nella considerazione che detto rilascio si sarebbe potuto concretizzare solo con il “mezzo aereo” e quindi con nessuna possibilità di rientrare parzialmente delle spese mediante contribuzione “cosciente” degli imprenditori agricoli.

Ciò premesso e sulla scorta di una interlocuzione intrattenuta con il Prof. Jatosti del CLAM Italia, è stato contattato il Direttore Mohamed Jendoubi del Gruppo Interprofessionale della Frutta del Ministero dell’Agricoltura della Repubblica tunisina per proporre la costruzione della predetta biofabbrica in Tunisia, previo accordo tra le due Regioni.

In buona sostanza, l’accordo che si sta portando avanti prevede la costruzione dell’opificio in Tunisia (con risparmio evidente dei costi di realizzazione), la gestione della biofattoria mediante l’utilizzazione di manodopera locale da parte del governo tunisino o di suo delegato (con altrettanto risparmio dei costi di esercizio) ed il lancio della quota di prodotto necessario al controllo della mosca in Sicilia (170 milioni di maschi sterili a settimana) con il mezzo aereo a carico sempre del governo tunisino.

Il vantaggio del Governo Tunisino consisterebbe nella realizzazione all’interno del proprio territorio della biofabbrica con fondi UE (Programma di Iniziativa Comunitaria MEDA) o del governo italiano (finanziamenti del Ministero del Commercio estero), nell’elevamento dei propri livelli occupazionali, nella progettazione di una fabbrica che oltre al fabbisogno siciliano garantirebbe anche quello interno tunisino, nel concorso finanziario alla gestione che verrebbe garantito dalla Regione siciliana per la quota riferibile alla sua domanda interna.

Rintracciabilità di filiera delle produzioni agro-alimentari

L'Unione Europea, con l'approvazione del Reg. CE n° 178 del 28.01.2002, rende obbligatoria a partire dal 1° gennaio 2005 la “rintracciabilità agroalimentare”, definendola come la possibilità di ricostruire e seguire il percorso di un alimento, di un mangime, di un animale destinato alla produzione animale o di una sostanza destinata o atta ad entrare a far parte di un alimento o di un mangime attraverso tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione.

In Italia, la Norma UNI 10939:2001 la definisce come la capacita di ricostruire la storia di un prodotto  delle sue trasformazioni con informazioni documentale.

L’organizzazione di questo obbligo normativo si fonda sulla centralità delle aziende capo-filiera, supportate da  una rete informatica per la migliore gestione della tracciabilità. Il sistema d’individuazione e monitoraggio dei flussi materiali si basa sui "lotti" i cui numeri identificativi o codici a barre consentono di “risalire” alle aziende che hanno contribuito alla realizzazione di un ben determinato alimento finito.

Le aziende capo-filiera sono, per evidenti motivi, identificabili nelle strutture finali di trasformazione, lavorazione e confezionamento, considerati i compiti di coordinamento e raccolta dei dati, di verifica del rispetto delle regole sulla tracciabilità (Patto di filiera per il tramite di un Manuale di attuazione), di risposta alle richieste d’informazione fatte da clienti, consumatori ed enti di certificazione, di autorità ispettiva (Regolamento di controllo).

L’E.S.A., per mediare tra le necessità di un obbligo normativo per le aziende e l’esercizio di un diritto per il consumo, intende mettere a disposizione un progetto volto a garantire “l’ospitalità informatica” di un sistema potente, flessibile ed economico che favorisca la gestione della tracciabilità per gli operatori alimentari e della rintracciabilità per i consumatori.

L’impresa partecipante alla filiera o quella che fungerà da capo-filiera potranno tenere sotto controllo tutti i processi produttivi e distributivi e renderli visibili in lay­out grafico al consumatore finale. Il sistema informatico permetterà di tenere sempre sotto controllo l'intero processo di ogni lotto e risalire a tutte le metodologie di produzione, confezionamento e conservazione, nonché agli eventuali interventi di semilavorazione prestati da terzi, distribuzione e vendita. Verranno rese visibili via web solo le informazioni che l'azienda intende divulgare (ampiezza e profondità della tracciabilità ‑ norma UNI 10939). L'accesso per l'operatore aziendale di filiera (sia capo-filiera che singola impresa) sarà consentito tramite una coppia di username e password univoci, immessi i quali, potranno essere inseriti dati testuali ed immagini esplicative (es. cartine delle zone dì Produzione, etichette, foto etc.) per dare all'utente finale un'idea delle fasi di lavorazione.

Sarà possibile operare con diversi livelli di sicurezza, per gestire in modo differenziato i vari passaggi della produzione.

Dal punto di vista del consumatore finale, l'applicazione informatica sarà accessibile da qualunque PC connesso ad internet che si introdurrà nella parte di sistema informatico “aperto al pubblico”, collegandosi al sito della proponente Amministrazione (http://www.entesviluppoagricolo.it) Da lì, introducendosi nella sezione alimentare competente, l’utente destinatario potrà accedere alla “storia del prodotto” digitando semplicemente il numero del lotto rilevato in etichetta

Il progetto, in buona sostanza, porrà a carico della E.S.A. l’onere economico della gestione del sistema informatico, che si baserà sulle “informazioni in entrata” apportate dalle aziende di filiera e dalla capo-filiera a favore della “fruizione in uscita” esercitata dal consumatore finale che si connetterà via internet.

Le imprese alimentari, se per un verso dovranno auto-regolamentarsi per il tramite dell’azienda capo-filiera, per l’altro trarranno dall’iniziativa i molteplici vantaggi, costituiti da una attuazione obbligatoria meno onerosa (costi del sistema informatico a carico della P.A.) e da una “tribuna informatica” che pubblicizza la qualità dell’alimento e che garantisce la migliore valorizzazione del prodotto laddove, ad esempio, si tenda all’adesione in Consorzi di tutela.

Il progetto è stato “lanciato”, per il tramite delle SOPAT, riscontrando l’interesse per circa n° 15 aziende capo-filiera. Poiché i canoni di gestione di un simile servizio sono riferiti a circa n° 100 aziende capo-filiera, si attende la sensibilizzazione di un numero almeno triplo a quello in atto coinvolgibile.  

Valorizzazione del territorio della Provincia di Caltanissetta mediante interventi di forestazione produttiva e protettiva

La Provincia regionale di Caltanissetta, venuta a conoscenza della collaborazione che, a breve, si instaurerà tra l’Ente e l’Unione dei comuni “Terre di collina” sta disponendo una deliberazione di Consiglio per l’estendimento del progetto di valorizzazione  mediante interventi di forestazione produttiva e protettiva alla rimanente parte del territorio di ambito.

Creazione di una filiera integrata per la produzione di energia da biomasse lignocellulosiche

Le biomasse vegetali rappresentano una fonte di energia rinnovabile, economica e pulita. Al contrario dei combustibili fossili che riportano nell'atmosfera il carbonio immagazzinato in ere geologiche lontane e contribuiscono ad innalzare le concentrazione di CO2, le biomasse hanno un saldo in pareggio in quanto riportano nell'atmosfera, bruciando, la CO2 immobilizzata con la fotosintesi durante la fase di crescita.

Rispetto a carbone e gasolio sono significativamente inferiori anche le emissioni di zolfo e composti azotati che determinano un'acidificazione delle precipitazioni.

Nell'attuazione degli accordi internazionali (Kyoto, Buenos Aires) sulla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, l'incremento della quota di energia proveniente da fonti rinnovabili rappresenta un elemento basilare.

Se nella produzione di energia elettrica il costo internazionale del petrolio non incoraggia gli investimenti necessari per la realizzazione di nuovi impianti, l'elevato livello di tassazione che grava sul metano e in particolare sul gasolio per riscaldamento, rendono assai più attraente la riconversione a biomasse di impianti deputati alla produzione di energia.

Sono in corso contatti con ditte private e con altre Istituzioni nazionali competenti in materia agricola ed ambientale per la realizzazione di un progetto di ricerca applicata avente per obiettivo la creazione di una filiera integrata per la produzione di energia da biomasse lignocellulosiche.

In buona sostanza si tratterebbe di individuare dei siti “marginali” ove provare delle specie da biomassa per valutarne gli impatti in termini finanziari, economici, ambientali, paesaggistici ed occupazionali.

All’interno della sperimentazione verranno altresì stimati gli effetti di governi diversi (altofusto e cedui) e l’individuazione di specie botaniche legnose diverse.  

Ciò al fine di determinare le specie più idonee nei vari macro-ambienti italiani: ad esempio, pioppi e salici nelle pianure del nord, eucalitto al centro-sud, robinia in collina  e per verificarne le reali potenzialità produttive in un vasto spettro di ambienti. La forbice tra le produzioni minime e massime finora riscontrate è ancora troppo ampia per consentire precise valutazioni economiche e determinare la convenienza degli investimenti.

La ricerca dovrebbe così articolarsi:

Ø      individuazione dei siti in cui costituire le piantagioni, in accordo con le amministrazioni regionali e, ove presenti, con le Società che gestiscono impianti di produzione elettrica da biomasse;

Ø      scelta dei cloni delle specie vegetali da impiegare nella ricerca;

Ø      costituzione delle piantagioni comparative e caratterizzazione dei siti dal punto di vista pedoclimatico;

Ø      stima e valutazione della produttività nel corso e a fine ciclo produttivo.

La ricerca si attende di stimare la produttività delle specie in relazione all’ambiente e al modello colturale impiegato, nonché i costi di gestione e costituzione. Tali conoscenze saranno strumento tecnico - scientifico indispensabile per gli operatori del settore e per gli enti regionali preposti alla definizione degli eventuali finanziamenti di impianti similari.

Ufficio Ricerca Applicata

Le attività dell’Ufficio riguardano, principalmente, il monitoraggio delle seguenti aziende, oltre che  la predisposizione degli atti amministrativi riguardanti le stesse:

Azienda “Campo Carboj”

Azienda Polizzello

Azienda Mangalavite e Botti

Ufficio Società PartecipateSanderson Agrumaria Meridionale S.p.A. in liquidazione

Le attività dell’Ufficio riguardano, principalmente, il monitoraggio delle seguenti società, oltre che  la predisposizione degli atti amministrativi riguardanti le stesse:

Partecipazione al 100% del capitale azionario di € 0.

Perdita di esercizio al 31.12.2004: € 175.149,00.

Liquidatore Dr. Errante Parrino.

Due sono gli aspetti che ad oggi vanno rilevati per quanto attiene la Sanderson S.p.A. in liquidazione. Con diverse note, l’ultima delle quali datata 12.12.2005, il liquidatore della società Dr. Salvatore Errante Parrino, segnalava all’Ente il credito vantato dalla società Sanderson nei confronti dell’ESA corrispondente a € 175.506,91. Con nota prot. 3355/18231 del 27.12.2005 l’Ente comunicava al liquidatore che, in considerazione delle esigue risorse finanziarie disponibili, non era possibile soddisfare tale richiesta. Resta comunque il fatto che l’Ente sia obbligato a trovare le risorse necessarie per estinguere il superiore debito.

Altro aspetto da evidenziare è la riconsegna di alcuni beni materiali appartenenti all’ESA ed ancora in dotazione alla Sanderson Agrumaria S.p.A. in liquidazione. Il liquidatore ha più volte sollecitato l’incontro fra il legale rappresentante dell’Ente e l’Avv. Lo Curto, delegato dal Dr. Errante Parrino, per la risoluzione del caso. Alla data odierna non è stato ancora possibile effettuare tale cessione.

La chiusura del procedimento di liquidazione è ostacolata, inoltre, da alcuni giudizi pendenti presso la Suprema Corte di Cassazione, i cui tempi di definizione non sono prevedibili. Si è ritenuto opportuno, così come suggerito dal liquidatore della società, chiedere apposito parere all’Avvocatura Distrettuale dello Stato, al fine di definire anzitempo il giudizio pendente mediante il ricorso ad eventuali transazioni e prevedendo la copertura a carico dell’Ente delle esposizioni debitorie accertate dal liquidatore.

E’ auspicabile che le predette questioni vengano risolte nel più breve tempo possibile al fine di chiudere definitivamente la procedura di liquidazione.

Marino Grandi Vini s.r.l.Valle del Platani s.r.l. in liquidazioneIstituto per l’Edilizia Economica Popolare S.p.A. in liquidazione

Partecipazione al 45% (£. 810.000.000) del capitale sociale di £. 1.720.000.000.

Effettuata dal consulente Dott. Carannante la valutazione della partecipazione ESA ai fini della cessione della stessa.

In data 04/11/2004 si è svolta presso lo studio del Notaio Dr. Salvatore Cavasino in Marsala, l’assemblea dei soci avente come primo punto all’ordine del giorno il ripianamento delle perdite della Società con conseguente riduzione del capitale sociale. Pertanto, si deliberava di azzerare la perdita della società, ammontante al 31 agosto 2004 a complessivi € 559.418,03, riducendo il capitale sociale da € 894.400,00 a € 336.776,00, riducendo contestualmente e proporzionalmente il valore nominale delle quote dei soci. Quota attuale ESA € 157.517,33.

Partecipazione al 94,966% del capitale sociale di £. 0

Perdita di esercizio al 31.12.2004:   € 2.448,00.

Liquidatore Dott. Di Simone.

Il motivo che ha ostacolato la chiusura del procedimento di liquidazione attiene al giudizio instaurato da un ex dipendente, oggi deceduto, e proseguito dagli eredi, pendente presso la Corte Suprema di Cassazione, il cui tempo di definizione non è prevedibile. Così come già sottolineato per la Sanderson Agrumaria Meridionale S.p.A. in liquidazione, anche per quanto attiene la Valle del Platani, è stato chiesto analogo parere all’Avvocatura Distrettuale dello Stato.

Partecipazione al 10% del capitale azionario di £. 10.000.000.

Utile dell’esercizio al 31.12.2004:  € 121.023,00.      Non distribuito per statuto.

La società non ha forza lavoro dipendente e contratti di utenza di alcun genere; nel corso dell’ultimo esercizio è stata continuata la gestione finanziaria del patrimonio in attesa di concludere lo stato di liquidazione, dipendente dalla conclusione del residuo contenzioso giudiziario in corso con i vecchi assegnatari e dal recupero di partite di credito sospese. Con nota del 20.01.2006, il liquidatore informa l’Ente della possibilità di revocare lo stato di liquidazione dell’Istituto ed utilizzare la disponibilità finanziaria per la realizzazione di un progetto di utilità nell’ambito della compagine societaria. Il liquidatore è in attesa di conoscere le determinazioni dell’Ente.

Consorzio Regionale per l’Innovazione Tecnologica in Serricoltura (ITES)Società Consortile a.r.l. “GAL Valle Alcantara”

Partecipazione al fondo consortile di £. 390.000.000 per £. 20.000.000.

Avanzo di amministrazione al 31.12.2004: € 250,00.

Avanzo non distribuito. L’Ente non partecipa al pagamento dei costi di gestione annuali.

Partecipazione di £. 101.000.000 al capitale sociale di £. 166.000.000.

Utile di esercizio al 31.12.2004:   € 20,00 che viene stornato per l’anno successivo.

L’Ente partecipa alle spese di gestione annuali.

CE.P.L.A. S.p.A. (Società di gestione “GAL Val di Mazara”)Società consortile a.r.l. GINESTRA

L’Ente detiene n° 202 azioni della società per un valore iniziale di £. 101.000.000 su un capitale azionario di £. 300.000.000.

Con delibera del 26/07/2002, l’Assemblea della CE.P.L.A. stabiliva di coprire le perdite di bilancio al 30 giugno 2002, prevedendo la riduzione del capitale sociale, mediante riduzione del valore nominale delle azioni da € 96,00 a € 4,67, cosicché il valore delle quote detenute dall’ESA passava da € 52.162,14 a € 943,33.  

Alla data odierna non è stata effettuata l’assemblea dei partecipanti per discutere e approvare il bilancio consuntivo al 31 Dicembre 2004.

Partecipazione di £. 3.000.000  al capitale sociale di £. 60.000.000.

Con nota prot. 1601 del 16 dicembre 2003, il legale rappresentante dell’Ente ha rilasciato l’autorizzazione all’istanza di cancellazione della società Ginestra dal registro delle imprese; tale operazione è attualmente in corso.

Società cooperativa a.r.l. “La Cantina Sociale del Coltivatore Diretto”

Partecipazione di £. 150.000.000 al capitale sociale di £. 403.200.000.

A causa di gravi problemi economici e gestionali, con nota del 6 Ottobre 2003, il Presidente della Soc. Coop. “La Cantina Sociale del Coltivatore Diretto” comunicava all’Ente la cessazione dell’attività di conferimento, trasformazione e commercializzazione delle uve prodotte dai soci della cooperativa.

Pertanto, l’Ente affidava, gs. deliberazione n° 1849/C.S. del 30/12/2003, la custodia dello stabilimento al Sig. Girolamo Fiorella, al fine di evitare che l’immobile sia soggetto, così come già avvenuto, a furti e atti vandalici.

In data 09 Giugno 2004 l’Ente ha ricevuto una richiesta da parte della Coop. Agricola “Airone Duca di Scanzano a.r.l.” per l’affitto dell’immobile di che trattasi.

In considerazione del fatto che nel mese di Luglio 2004 è cessato  l’incarico al Sig. Girolamo Fiorella relativo alla custodia dello stabilimento enologico, l’Ente, gs. deliberazione n° 608/C.S. del 10 settembre 2004, affidava alla Coop. Agricola “Airone Duca di Scanzano a.r.l.” la gestione dello stabilimento medesimo per un periodo di due anni, nelle more di predisporre un bando di evidenza pubblica.

Con nota del 13/05/2005, la Coop. Agricola “Airone Duca di Scanzano a.r.l.” comunicava all’Ente che, dopo un sopralluogo effettuato presso i locali della cantina sita in Vallelunga Pratameno (Cl), la struttura e le attrezzature presenti sul luogo non erano in condizioni tali da permettere l’avvio delle operazioni di vinificazione e che era necessaria una spesa iniziale per il ripristino dei principali impianti (impianto elettrico, impianto di depurazione, impianto antinfortunistica, impianto di imbottigliamento ecc.) di € 640.000,00 circa. Pertanto, il Presidente della cooperativa chiedeva all’Ente l’affidamento a titolo gratuito non per due anni, così come stabilito dalla deliberazione citata, ma per vent’anni, così da permettere l’ammortamento della spesa iniziale.

Con nota 2113/12114 del 17/08/2005, l’Ente comunicava alla Coop. Agricola “Airone Duca di Scanzano a.r.l.” di non poter accogliere positivamente la superiore richiesta. Pertanto, con deliberazione n° 40/C.S. del 17/02/2006 l’Ente, in considerazione del fatto che il Sig. Girolamo Fiorella, nell’esclusivo interesse dell’Ente, ha continuato a svolgere il ruolo che gli era stato precedentemente assegnato, rinnovava l’incarico di custodia dell’immobile allo stesso, per il periodo compreso tra l’01/08/2004 e il 31/12/2005.

Società cooperativa a.r.l. “ Cantina sociale Ericina”

Partecipazione al capitale sociale per £. 500.000.

Socio senza diritto di conferimento.

C.I.E.M.

Con deliberazione n° 119/C.A. del 30.06.2000 l’Ente ha aderito al C.I.E.M. S.C.p.A. con una quota di £. 5.000.000 versata nel 2001. Con il verbale del 03 agosto 2005 veniva approvato il bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2004, prevedendo il ribaltamento dei costi tra tutti i soci, per un totale di € 349.319,00 di cui 919,74 a carico dell’Ente, versati alla CIEM, gs. deliberazione n° 882/C.S. del 14/12/2005.

PROGETA

Società costituita nell’Agosto 2000. L’Ente ha aderito con una quota di £. 75.000.000. La società non ha effettuato alcuna operazione. Appare opportuno richiedere lo scioglimento e la liquidazione della società

PROMO - SVILUPPO s.r.l.

Con deliberazione n° 517/C.A. del 11.11.98 l’Ente aderisce alla società consortile a responsabilità limitata Operatore Collettivo (O.C.) Promo - Sviluppo, acquisendo il 10% delle quote societarie, per un importo complessivo di £. 2.000.000 versato nel 2001, a fronte di un capitale sociale di £. 20.000.000.

Nell’assemblea straordinaria dei soci, che si è tenuta in data 15.02.2006 presso lo studio del Notaio Dr. Antonino Pecoraio, si è stabilito di procedere allo scioglimento e alla liquidazione della Società.

SOCIETA’ CONSORTILE a.r.l. “GAL Castell’Umberto Nebrodi”

L’Ente ha aderito per £. 5.000.000, non ancora versati, a fronte di un capitale sociale di £. 50.000.000. L’Ente non ha mai versato la quota di adesione in quanto tale pagamento era subordinato alla esibizione, da parte della società cedente, della certificazione antimafia e dell’approvazione dell’ultimo bilancio da parte di tutti i soci. A tal proposito, è stato richiesto da parte dell’Ente apposito parere all’Avvocatura Distrettuale dello Stato che, alla data odierna, non ha ancora provveduto a fornirlo.

CONSORZIO REGIONALE PER LA RICERCA E LA SPERIMENTAZIONE (CORERAS)

Con la deliberazione n° 97/C.A. del 06.05.98 l’Ente ha aderito al CORERAS versando la quota di £. 1.000.000 a fronte di un fondo consortile di £. 902.000.000.

Avanzo di amministrazione al 31/12/2004 € 9.464,19 non distribuito.

Annualmente l’Ente versa al consorzio una quota di partecipazione alle spese che ammonta a € 1.000,00

CONSORZIO di RICERCA per lo SVILUPPO dei SISTEMI INFORMATIVI AGROAMBIENTALI (Co.Ri.S.S.I.A.)

Con la deliberazione n° 515/C.A. dell’11 Novembre 1998 l’Ente ha aderito al CORISSIA.

Con la deliberazione n° 67/C.A. del 12.Giugno 2001 l’Ente ha approvato lo schema di statuto del Consorzio, stabilendo, con successiva deliberazione n° 1295/C.A. del 20/12/2001, in £. 1.000.000 la quota da porre a carico dell’Ente per la partecipazione di che trattasi.

Bilancio al 31.12.2004:                        € 0.

L’Ente non prevede alcun pagamento per i costi di gestione annuali.

STRADA DEL VINO ALCAMO DOC

Con la deliberazione n° 260/C.A. del 28 Novembre 2000 l’Ente ha aderito all’Associazione “Strada del Vino Alcamo doc”.

Quota di partecipazione annuale € 2.500,00.

STRADA DEL VINO TERRE SICANE

Con la deliberazione n° 66/C.A. del 12 Giugno 2001 l’Ente ha aderito all’Associazione “Strada del Vino Terre Sicane”.

Quota di partecipazione annuale € 600,00

CONSORZIO REGIONALE PUBBLICO DI RICERCA SUL RISCHIO BIOLOGICO IN AGRICOLTURA (CO.RI.BI.A.)

Con la deliberazione n° 23/C.A./2001 l’Ente ha aderito al Co.Ri.Bi.A., stabilendo la quota di adesione in £. 800.000.

Per l’anno 2005 l’Ente ha versato, quale suo contributo al fondo di funzionamento, la somma di € 413,17.

CORAM

L’Ente ha aderito, quale socio fondatore, al Consorzio Regionale di Ricerca per l’Arboricoltura in Ambiente Mediterraneo, gs. deliberazione 1294/C.A. del 20.12.2001.

Deve essere ancora versata la quota di adesione, fissata in £. 1.000.000, in quanto il Consorzio non è stato ancora costituito.

CONSORZIO TERRE DI CORLEONE E DELL’ALTO BELICE

Con la deliberazione n°983/C.S. del 25/11/2004, l’Ente ha riapprovato lo statuto del “Consorzio Terre di Corleone e dell’Alto Belice”, determinando di porre a carico dell’Ente stesso la somma di € 2.000,00 quale quota di partecipazione al fondo consortile, ragguagliante il 15% dello stesso.

Annualmente l’Ente versa al consorzio una quota di partecipazione al fondo consortile che ammonta a € 2.000,00.

CONSORZIO “IL BOSCO DI MANGALAVITE”

Con la deliberazione n° 27/C.S. del 28/02/2005, l’Ente, tra l’altro,  ha aderito al Consorzio “Il Bosco di Mangalavite” determinando di versare al consorzio la quota di adesione fissata in € 1.500,00, non ancora erogata in quanto il consorzio non è ancora costituito.

 

Le società Mediterranea Vivai S.p.A. e AGRIS sono in liquidazione senza capitale sociale.

Ufficio Agrometeorologia, Applicazioni Informatiche, Formazione

L’Ufficio “Agrometeorologia, Applicazioni informatiche e Formazione” è stato istituito in seno al Servizio gs. O.d.S. n. 337 del 29.10.1994 e riformato con O.d.S. n. 253 del 4.11.2004.

Attualmente, i compiti attribuiti all’Ufficio sono quelli di seguito descritti.

Agrometeorologia

Ø      Collaborazione con Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano e rilevamento ed elaborazione dati meteorologici

Ø      Gestione incombenze relative alle reti di rilevazione dati meteo ormai in disuso (sistema Teleagri e sistema Italenergie)

Ø      Studi climatologici relativi ai progetti finalizzati

Gestione informatizzata dati di interesse del Servizio

Ø      Personale

Ø      Primo controllo missioni ed aggiornamento schedario

Ø      Inventario beni

Gruppo di Lavoro “Attività sito web dell’E.S.A.“

Ø      Aggiornamento sito internet dell’Ente con specifica attività nella gestione dello “sportello verde”, attraverso il quale è possibile inoltrare qualsiasi richiesta di consulenza, informazioni e suggerimenti utilizzando il servizio di posta elettronica

Ø      Ricognizione delle pagine del sito dell’Ente, individuazione di eventuali refusi, predisposizione degli aggiornamenti;

Ø      Predisposizione risposte ad e-mail in entrata;

Ø      Redazione di nuovi articoli da pubblicare sul sito

Gruppo di Lavoro “Riutilizzo delle acque reflue urbane del Comune di Regalbuto“

Ø      Analisi della climatologia locale

Ø      Analisi dell’uso del suolo e delle aree verdi suscettibili di irrigazione con la risorsa non convenzionale

Formazione ed informazione

Ø      Competenze trasferite dall’Ufficio “Formazione, Informazione ed Informatizzazione” soppresso gs. O.d.S. n. 253 del 4.11.2004, limitate in atto alla predisposizione di note e circolari informative destinate alle strutture ed uffici di pertinenza del Servizio.

Attività varie

Ø      Predisposizione di delibere, relazioni, bollettini relativi sia ai compiti d’ufficio che alle molteplici attività del Servizio

Ufficio Lotta Antiparassitaria per la Sicilia Occidentale

L’Ufficio che ha sede a Palermo svolge le seguenti attività operative:

 

1.      L’art. 4 della Legge regionale 3 gennaio 1985 n. 8 “Trattamento contro i parassiti degli agrumi”, demanda all’E.S.A., tramite l’Ufficio di lotta antiparassitaria di Palermo per gli agrumeti ricadenti nelle provincie di Palermo, Trapani ed Agrigento e l’Ufficio di lotta antiparassitaria di Catania per gli agrumeti ricadenti nelle provincie di Catania, Messina, Siracusa, Ragusa, Enna e Caltanissetta, la direzione tecnica e/o il controllo degli interventi di lotta, affidando a questi l’iter procedurale delle pratiche ad esclusione della liquidazione che è di competenza degli Ispettorati Provinciali dell’Agricoltura.

Detto iter procedurale può essere così sintetizzato:

Ø      Istruttoria preventiva  tecnica e amministrativa: in questa fase le domande di contributo vengono introitate e protocollate dagli uffici dell’ESA, si procede al controllo amministrativo della documentazione, richiedendo eventuale integrazione della documentazione mancante, rivisitando l’elaborato tecnico, stilando il verbale di istruttoria tecnica preventiva che viene trasmesso: alla Ditta richiedente sia singola o associata, all’I.P.A. competente per provincia, alle Unità di Zona dell’Assessorato regionale Agricoltura e Foreste competenti per territorio;

Ø      Istruttoria consuntiva tecnica ed amministrativa: effettuati i trattamenti fitosanitari, ciascuna ditta singola o associata presenta l’istanza di liquidazione corredata dalla documentazione amministrativa e dall’elaborato tecnico finale. Dopo le necessarie verifiche della documentazione di rito e la rivisitazione dell’elaborato tecnico, viene stilato il verbale di istruttoria consuntiva che corredato da tutta la documentazione amministrativa firmata dal tecnico istruttore per l’assunzione di responsabilità, viene trasmessa agli IPA di competenza per la successiva liquidazione.

2.      Cura le tematiche riguardanti il comparto olivicolo nell’ambito dell’attività del Servizio;

3.      E’ vincolato a collaborare, gs deliberazione n. 570/C.S. del 02/09/2005 alla direzione amministrativa della Biofabbrica di Ramacca (CT) per gli aspetti riguardanti la distribuzione  del prodotto presso le S.O.P.A.T. ed unitamente alle stesse strutture l’analisi dei risultati ottenuti.

4.      Collabora al progetto esecutivo di “Riutilizzo delle acque reflue urbane del Comune di Regalbuto – Enna” gs. deliberazione E.S.A. n.571/CS del 02/09/2005.

Ufficio Lotta Antiparassitaria per la Sicilia Orientale

L'Ufficio, che ha  sede in Catania, oltre ai compiti di cui al punto 1) del superiore Ufficio, svolge anche le seguenti attività operative:

1.      Osservazioni e rilievi bio-etologici sulla tignola delle foglie ed altri fitofagi del pistacchio nel massiccio Etneo: l'attività di monitoraggio, ha avuto ed ha l'obiettivo di identificare possibili fitofagi/patogeni chiave per la coltura del pistacchio al fine di verificare quanto influiscono sulla P.L.V.

2.      Osservazioni sulla dinamica delle popolazioni degli agenti del cimiciato del nocciolo: Le osservazioni riguardano la dinamica delle popolazioni delle cimici del nocciolo al fine di verificare la dinamica della presenza delle popolazioni  degli agenti e suggerire eventuali interventi.

3.      Monitoraggio della presenza delle processionaria del pino: Negli anni passati l'Ente di concerto con il Parco dell'Etna e l'Osservatorio delle Malattie delle Piante di Acireale ha effettuato degli interventi di lotta contro la processionaria del pino nell'aree Est del massiccio Etneo. Negli anni, si è continuato il monitoraggio per constatarne la presenza.

4.      Monitoraggio della mosca mediterranea della frutta: l'attività rivolta principalmente al comparto agrumicolo, si svolge da diversi anni. La finalità è quella di verificare il superamento della soglia di intervento al fine di suggerire o meno l'intervento di lotta.

5.      Consulenza fitopatologica: viene svolta attività di assistenza tecnica e divulgazione rivolta agli utenti agricoli che si recano presso i locali dell'Ufficio per avere consulenze e programmare eventuali visite aziendali e/o attività di difesa delle produzioni.

Ufficio Commercializzazione e Marketing

Nell’ambito delle attività volte a promuovere e valorizzare i prodotti, agro alimentari ed agro industriali, della nostra regione ed a sostenere qualunque attività che promuove sviluppo per il territorio rurale, l’Ente ha maturato, nel tempo, una lunga esperienza con azioni ed interventi promozionali, sia nel territorio nazionale che estero, con esempi da molti attualmente stimati e ricordati come eccellenti. Le ultime significative partecipazioni a manifestazioni sull’agro alimentare, a carattere nazionale ed estero, risalgono al 1993.

Nel frattempo molto è cambiato.

L’ Ufficio Commercializzazione e Marketing in seno al Servizio è stato attivato gs. O.d.S. n° 297 del 02.12.1999 ed ha realizzato diverse partecipazioni dell’Ente a manifestazioni promozionali, fieristiche, specialistiche, convenzionali, biologiche, ad iniziative commerciali, a carattere locale, regionale nonché estere, queste ultime proposte e realizzate dai tecnici delle strutture territoriali di assistenza tecnica, come per il Ficodindia in Germania ed in Olanda  e per il Melone giallo e verde di Sicilia a Londra.

L’attività di sostegno tecnico, logistico, amministrativo, istruita dall’Ufficio Commercializzazione e Marketing, insieme a quelle di promozione e marketing svolte dalle Sezioni operative di assistenza tecnica localmente o negli ambiti territoriali di loro pertinenza, hanno ingenerato un positivo ritorno d’immagine per l’Ente.

Le suddette esperienze hanno consentito di maturare delle considerazioni in merito ad un fertile proseguimento delle attività di marketing; risulta infatti necessario, per questa disciplina adoperarsi anzitempo predisponendo quanto necessario per interloquire con i diversi partner territoriali, istituzionalmente coinvolti, con le diverse organizzazioni di categoria e quanti altri, interessati a sostenere, con iniziative promozionali di svariata natura, i prodotti dell’agro alimentare regionale ed, altresì, interessati ad incoraggiare  il partenariato  e ad agevolare gli scambi economici, sociali e culturali tra e del territorio siciliano con paesi terzi. 

Attualmente l’Ufficio è privo di responsabile in quanto il Dr. Silvana Lentini, gs. delibera n°744/CS del 22.10.2004 “Rapporto di collaborazione tra ESA ed il Dipartimento Azienda Regionale  Foreste Demaniali”, unitamente all’Ing. Castrenze Marceca, si trova in posizione di avvalimento presso l’Azienda medesima al fine di curare le incombenze discendenti dalla legge  regionale n°16/96, art. 31 comma 5.

I laboratori d’analisi

L’Ente di Sviluppo Agricolo dispone di due laboratori di analisi dislocati uno a Palermo e l’altro a Catania. I laboratori sono strutture organiche al Servizio Speciale di Assistenza Tecnica ed operano sia a sostegno dell’attività delle Sezioni operative (SOPAT) che in conto terzi. Nel primo decennio, l’attività dei laboratori è stata incentrata su prove (analisi) prevalentemente chimico - agrarie utilizzate poi dagli operatori agricoli per la messa a punto dei piani di concimazione delle diverse colture, per la realizzazione di trasformazioni fondiarie e per l’attività di monitoraggio delle acque d’irrigazione immesse nei bacini di proprietà dell’Ente.

A seguito di un processo di ammodernamento, iniziato sul finire degli anni ‘90, l’attività dei laboratori ha subito un impulso verso la realizzazione di prove determinative dei parametri qualitativi e sanitari dei prodotti agricoli. Per meglio rappresentare questo cambio d’indirizzo nell’attività i due laboratori, con deliberazione n° 13/CA del 21/02/2001, sono stati opportunamente rinominati “Laboratori agro-alimentari ed ambientali”.

Il rappresentante legale dell’Ente ha delegato i direttori dei laboratori per tutte le attività necessarie al raggiungimento degli obiettivi prefissati, compresa l’approvazione di tutta la documentazione inerente l’applicazione del Sistema Qualità del laboratorio ai sensi della norma UNI CEI EN ISO 17025. Infatti entrambi i laboratori lavorano in qualità da diversi anni ed in particolare il L.AG.AM. ESA CT ha già richiesto l’accreditamento, presso il SINAL, delle più importanti prove analitiche che si realizzano al suo interno.

Così come indicato dal Sistema Qualità, per ogni laboratorio, il legale rappresentante dell’Ente, almeno una volta l’anno, verifica insieme al Direttore, al Responsabile Tecnico del Laboratorio ed al Responsabile Assicurazione Qualità i risultati ottenuti e nello stesso tempo programma gli obiettivi da raggiungere e determina le spese da affrontare per l’anno successivo.

Entrambi i laboratori, operativamente, sono suddivisi in tre settori d’attività:

1.      Settore Agroalimentare, dedicato alle analisi dei parametri qualitativi dei prodotti ortofrutticoli.

2.      Settore Ambientale, dedicato alle analisi dei fattori di produzione connesse all’attività agricola (suolo, acque, foglie).

3.      Settore Sicurezza Alimentare, Dedicato alle analisi degli inquinanti chimici (residui di fitofarmaci, metalli pesanti e metaboliti da microrganismi come le micotossine).

Occupano sia personale di ruolo che personale a contratto (12 fra chimici, tecnologi alimentari, agronomi e tecnici di laboratorio il Laboratorio di Catania e 8 fra chimici e tecnici di laboratorio quello di Palermo). Il personale a contratto è stato scelto attraverso apposite selezioni operate dall’Ente in forza di finanziamenti disposti nell’ambito dei bilanci dell’Ente o dell’Assessorato Agricoltura e mirati alla realizzazione di specifici “Progetti”.

Proprio in quest’ambito, nel Dicembre del 2004, è stata stipulata una convenzione triennale con i Servizi allo Sviluppo dell’Assessorato Agricoltura che prevede la realizzazione di una “Rete regionale di Laboratori” a servizio del comparto agricolo. Inoltre il Laboratorio di Catania è stato incaricato di realizzare uno specifico progetto “Agricoltura & Qualità – Etna” con l’obiettivo di controllare i parametri qualitativi dei prodotti del comprensorio Etneo che si fregiano di marchi di qualità (DOP e IGP).

Entrambi i progetti prevedono un finanziamento complessivo per i due laboratori, posto a carico della Legge 499/99, pari a circa tre milioni di euro. La convenzione stipulata con l’Assessorato Agricoltura individua nelle figure dei Direttori dei due Laboratori gli unici responsabili della realizzazione dei progetti.

Detta “Rete di laboratori” istituita dall’AAFF, come indicato dal programma del Governo regionale, è stata inserita, come strumento operativo, all’interno dell’A.S.C.A. (Agenzia per la sicurezza ed il controllo degli alimenti) la quale prevede la realizzazione di un sistema integrato di qualità per il controllo delle produzioni agricole basato sulla tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti che saranno identificati con il marchio “Sicilia Agricoltura”.

Questi saranno commercializzati come prodotti di qualità, controllati sia per la rispondenza ai parametri qualitativi imposti dai disciplinari di produzione che rispettosi delle nome che regolamentano l’eventuale presenza di residui di fitofarmaci e inquinanti di altra natura.

Consorzio obbligatorio tra i produttori di manna

Con la L.R. n° 4 del 16/04/03, art. 41, il Consorzio obbligatorio tra i produttori di manna, istituito con la Legge Regionale 26 luglio 1957 n. 43 e successive aggiunte e modificazioni, è stato incorporato all’Ente di Sviluppo Agricolo che è subentrato nei rapporti attivi e passivi e nel patrimonio dell’incorporato consorzio, nonché nelle specifiche funzioni esercitate dallo stesso; il personale dell’ex consorzio, in servizio al momento dell'entrata in vigore della citata legge e costituito da due unità, è stato inquadrato in un apposito ruolo ad esaurimento, mantenendo il profilo, l'anzianità e la qualifica posseduti al momento del passaggio.

Il passaggio delle consegne tra il Commissario ad acta del Consorzio e il Commissario Straordinario dell’Ente di Sviluppo Agricolo è avvenuto il 14/10/03.

La sede, gli scopi, le norme regolamentari e l'ambito territoriale di attività sono stati stabiliti dalla legge regionale istitutiva e dallo statuto consortile, approvato con D.A. n. 321 del 19-8-1958.

Successivamente all’incorporazione, l’ex consorzio è stato posto alle dipendenze del Servizio Speciale Assistenza Tecnica mantenendo la sede nel comune di Castelbuono.

L’ex Consorzio ha il compito di:

a)      promuovere studi e ricerche per migliorare le coltivazioni e l'industria ed il commercio della manna e dei suoi derivati;

b)      provvedere alla propaganda dei prodotti della manna;

c)      istituire magazzini di ammasso della manna, anche mediante apposite convenzioni con enti particolarmente attrezzati e sottoposti alla vigilanza dell'Assessorato per l'Agricoltura;

d)      tenere un albo delle aziende industriali e commerciali che operano nel settore della manna, ai tini dell'attuazione del decreto legge 8 marzo 1937, n° 529 e di quanto previsto dalla citata  legge n. 43/57;

e)      registrare le operazioni di compra-vendita della manna da destinare alla produzione di mannite e rilasciare appositi marchi da apporre sulle confezioni di mannite per garantire la loro rispondenza alle caratteristiche previste dal decreto legge 8-3-1937 n. 529.

Altri compiti dell’ex consorzio sono:

a)      predisposizione, ai sensi della l. r. n. 97/81, art. 37 co. 2 di un programma annuale di attività da presentare all’Assessorato Agricoltura e Foreste per il prescritto parere;

b)      anticipazione ai produttori conferenti, ai sensi del comma 1 della l.r. n. 97/81, l’ammontare corrispondente, per ogni chilogrammo di manna conferito, del prezzo che sarà determinato in conformità alle disposizioni di cui all’art. 3 della citata l. r. n. 43/57 e successive aggiunte e modificazioni;

c)      corresponsione ai produttori conferenti, gs. art. 18 della L.R. n° 24/86, di  un contributo per ogni kg di manna ammassata, pari oggi a € 1,03.

Appare utile rappresentare che per far fronte a tutte le iniziative afferenti l’ex consorzio (ivi comprese il costo del personale e le spese di gestione) sul bilancio dell’Ente es. 2006 viene stanziata una somma ad hoc pari a € 180.000 da rendicontare a gestione separata.

Ufficio Amministrativo-Contabile

Ad oggi privo di un responsabile, attiva e cura, con personale ASU e part-time, tutto quanto necessario per il normale funzionamento sotto l’aspetto amministrativo e contabile del Servizio nella sua globalità.

Altre Attività

Le Sezioni Periferiche di Assistenza Tecnica, per le quali la realizzazione delle iniziative previste nei programmi annuali di lavoro costituisce solo un momento particolare di una attività indubbiamente più ampia svolta nel territorio di propria competenza, inoltre curano:

Ø      la consulenza tecnica e gestionale delle aziende;

Ø      le incombenze connesse ai diversi regolamenti dell’UE (vidimazione piani aziendali, registro dei fitofarmaci, contratti con IPA, etc.);

Ø      la realizzazione e/o il proseguimento dei campi dimostrativi e/o delle attività connesse alle diverse iniziative poste in essere dal Servizio (progetti finalizzati, progetto SIC, ecc.)

Ø      i monitoraggi di volta in volta disposti dagli Osservatori Regionali per le Malattie delle piante di Palermo e Catania per tramite delle competenti Unità di Zona o dal Servizio per le attività connesse (agrumi, vite, olivo, fruttiferi, etc.);

Ø      la realizzazione di corsi finalizzati al conseguimento del patentino fitosanitario da parte degli operatori agricoli;

Ø      le indagini a vario titolo promosse da istituzioni diverse (INEA, ISMEA, ecc.)

Ø      la diffusione di leggi e regolamenti regionali nazionali e comunitari in materia di agricoltura.

Il Servizio Centrale cura tutto quanto necessario per l’aggiornamento dei propri tecnici, ed, inoltre, provvede a creare, gestire ed aggiornare banche dati, ed a mantenere contatti con le istituzioni scientifiche di ricerca, con le Università e con tutte le altre strutture che a qualunque titolo sono interessate al comparto agricolo. 


Servizio Speciale Assistenza Tecnica
Via Libertà, 203 - 90143 - PALERMO
Tel.: 091/6200232/6200496
Fax.: 091/6200449

Video Interviste
 
Direzione Generale
Nessuna
 
Bandi e Gare
Nessuna
 
BIOFABBRICA
Nessuna
 
Edilizia
 
Contatti
WebMaster
 
Mappa Contenuti